| Anno | |
|---|---|
| Conservazione | |
| Dimensioni foglio |
cm 87,7 x 69,6 |
| Dimensioni opera |
cm 60,6 x 48,7 |
| Firma |
In basso a destra |
| Multiplo |
Acquatinta |
| Pubblicazioni |
G.Graziosi l'opera grafica di R. De Grada Ed. Giunti – Martello nr. 50 |
| Supporto | |
| Tipologia |
Note
Biografia
Giuseppe Graziosi è stato un artista molto operoso dedicato alla rappresentazione del suo tempo e nonostante il suo vissuto accademico altrove, rimane sempre presente nelle discussioni artistiche della sua Modena.
Giuseppe Graziosi, Savignano sul Panaro (Modena), 1879 – Firenze, 1942. Scultore, pittore e incisore. La sua opera è stata di riferimento per molti artisti modenesi e non solo, che hanno espresso la loro attività nella prima metà del ‘900.
Si diploma nel 1898 al Regio Istituto di Belle Arti a Modena frequentando i corsi del docente di scultura Giuseppe Gibellini e sempre nello stesso anno, con il gesso “Figlio della Gleba” partecipa all’Esposizione nazionale di Torino. Di seguito si iscrive all’ Accademia di Belle Arti di Firenze, allievo dello scultore Augusto Rivalta. Per quanto riguarda le tecniche di incisione e pittura ebbe come insegnante Giovanni Fattori.
In questo periodo conosce diversi artisti suoi contemporanei tra cui Ardengo Soffici che diventa l’amico di una vita con il quale condivide lo studio di Firenze.
Giuseppe Graziosi si rivela un artista precoce, infatti, già nel 1900, all’esposizione universale di Parigi ottiene la medaglia di bronzo con la scultura “Il Fonditore “.
Nel 1903, sempre a Parigi, al cospetto delle opere di Millet, consolida la sua vocazione per le tematiche del realismo sociale e per le scene di ambientazione rurale, a lui care per il vissuto famigliare. Allo stesso modo, gli scultori Rodin e Meunier influenzano la sua maturazione tematica e stilistica. Sempre nel 1903 viene invitato alla V Biennale di Venezia, dove manterrà poi la sua partecipazione per tutta la vita.
In seguito, rientrato in Italia lavora a Firenze come modellista presso la manifattura “Arte della ceramica” di Galileo Chini.
Aderisce al gruppo della Giovane Etruria fondato da Plinio Nomellini con il quale partecipa nel 1906 alla mostra nazionale di Milano esponendo il dipinto “Vita semplice” interno di stalla a lume di lucerna.
In questa fase artistica Graziosi si esprime con una gamma coloristica dai toni forti e soprattutto con l’utilizzo di una pennellata vigorosa che lo contraddistingue in tutta la sua ampia e futura produzione pittorica. I soggetti continuano ad essere quelli della realtà della vita nei campi trattati in maniera istintiva priva di apporti di fantasia.
Successivamente, elabora le sculture con un richiamo all’arte figurativa che privilegia i modelli rinascimentali, si dedica al nudo femminile producendo opere come “La lupa”, “Susanna “premiata all’esposizione di San Francisco nel 1915 e “Bagnante “con la quale nel 1916 vince il premio Umberto all’esposizione nazionale di Brera.
Parallelamente al suo lavoro artistico intraprende una brillante carriera accademica prima a Firenze, poi a Milano e a Napoli per tornare di nuovo nel 1926 alla cattedra dell’Accademia di Firenze.
Nel 1924 ha l’onore di partecipare alla Biennale di Venezia con una mostra personale.
Graziosi è anche un eccellente incisore praticando litografia, acquaforte e acquatinta. Molte di queste stampe hanno come tematica le già citate scene agresti e a seguito della sua permanenza invernale a Sanremo, aggiunge soggetti come le marine e gli scorci di paesi liguri alla sua produzione grafica.
La sua capacità incisoria fatta di emozioni in chiaro-scuro traduce una sintesi dei valori plastici che appartengono sia alla sua scultura che alle sue opere pittoriche.
Gli anni ’30 lo vedono presente oltre alle già menzionate Biennali di Venezia anche in importanti manifestazioni d’arte tra le quali le Quadriennali di Roma.
In quel periodo riprende il tema del nudo femminile con sculture come “Eva”, “La purezza “, “Adolescente” e realizza le fontane modenesi: “La Fontana dei due fiumi” e la fontana di via Albinelli .
Nell’anno 1936 Giuseppe Graziosi riceve la nomina di Cavaliere all’ordine della Corona d’Italia e acquista il Castello di Maranello dove ricava residenza estiva e relativo studio.
A Modena, presso il Palazzo dei Musei, nel 1984 in seguito alla donazione di molte opere da parte degli eredi, è stata costituita La gipsoteca Graziosi che raccoglie molte sculture, pitture e incisioni.
