Titolo: Autoritratto
Informazioni aggiuntive
Anno

Conservazione

Dimensioni opera

cm 33 x 37

Firma

In basso a destra

Supporto

Tecnica

Pastello

Tipologia

Prezzo: Su richiesta
COD: MBEE01

Note

Opera intensa che trae beneficio soprattutto dall’utilizzo da parte dell’artista della carta turchina che storicamente veniva impiegata per confezionare chiodi, viti, bulloni, in pratici cartocci poichè la sua robustezza evitava agli oggetti appuntiti di forare il sacchetto.

Biografia

Elpidio Bertoli nasce nella frazione di Disvetro di Cavezzo da padre artigiano. Sin da giovane manifesta un carattere
solitario e osservatore, dotato di interesse poliedrico che spazia dalla poesia alla musica, dalla scienza alla filosofia.
All’età di 19 anni si iscrive all’Istituto di Belle Arti di Modena diplomandosi Capo d’arte.
Nel 1928 apre il proprio studio a Modena, inizia ad esporre in città e viene invitato alla Biennale di Venezia dove
partecipa con un autoritratto e lo stesso anno gli viene dedicata la sua prima mostra personale presso La Famiglia degli
Artisti di Modena.
Nei cinque anni successivi si trasferisce a Parigi e dopo un primo periodo infelice e privo di riscontri, entra in contatto
con i numerosi artisti dell’epoca. La sua inclinazione al ritratto gli consente di ricevere la meritata attenzione dalla critica,
iniziando ad ottenere commissioni per il suo lavoro. Sembra che uno dei suoi ritratti a pastello sia facente parte della
collezione del Louvre, fortemente voluto dall’allora direttore del museo.
In Francia vengono promosse molte mostre personali e partecipa a collettive in gallerie e quartieri esclusivi.
Nel 1933 rientra in Italia e gli viene affidata prima la cattedra di Figura alla Scuola Serale Libera del Nudo, poi quella di
Ornato e Decorazione alla Scuola serale di disegno per Artigiani presso l’Istituto d’Arte Venturi.
Nel 1939 avvia corsi serali di disegno presso il suo studio e insegna all’ Accademia Florentia.
Successivamente, sono molte le mostre che organizza, a Modena, a Roma, a Milano ricevendo
sempre ampi consensi, anche dalla stampa con pubblicazioni su riviste e quotidiani nazionali.
Nel 1955 Elpidio Bertoli, in piazza a Modena, brucia le sue tele metafisiche e cubiste evidenziando una forte
ribellione al modernismo.
Alcune opere significative: Autoritratto 1920 matita su cartoncino, autoritratto 1925 olio su tavola, ritratto di G. Bonomi
olio su tavola, autoritratto 1927 pastello su carta, Sant’Agata “Malinconia” 1928 carboncino su carta,
“Alba” 1928 olio, autoritratto 1937 matita su carta, “Prete che sorregge soldato” 1968 olio su masonite, “Paesaggio con
temporale” 1977 olio su masonite.
Il posizionamento nel panorama artistico di Elpidio Bertoli e la descrizione della sua opera rimangono un compito molto
arduo; Bertoli è stato un artista di elevata capacità tecnica, ha potuto esprimere la sua dote in diverse direzioni artistiche
del suo tempo suscitando tanto stupore anche tra agli addetti. Ha utilizzato sapientemente i pastelli, passando al
carboncino, al disegno e alla china fino all’olio, ottenendo risultati eccellenti in ogni lavoro.
Bertoli era pienamente consapevole del suo potenziale e poteva esprimersi secondo gli umori del momento.
Il lavoro per lui era forza dell’impeto, dell’emozione ricevuta da quanto doveva rappresentare e non è sceso a
compromessi né con le persone, nè con la sua arte.
Sapeva di dare il meglio e lo ha fatto in ogni creazione. Bertoli era cosciente di avere un dono e nella massima coerenza
lo ha portato avanti.
Nemmeno quando ha avuto l’opportunità di trarre profitto con le sue opere, si è piegato a richieste che non gli
suscitassero un ritorno nell’animo.
Era un uomo senza limiti, curioso e rigoroso con sé stesso. Ha messo l’arte davanti a tutto, anche alle necessità
primordiali dell’uomo, anche davanti alla sua famiglia che pur sempre lo ha sostenuto.
Quando si è espresso con i suoi autoritratti così precisi e così differenti, liberi da commissioni e costrizioni, comunica
tutta la sua maestria come se ogni opera dovesse essere un nuovo gradino raggiunto all’interno di quella sfida che ha
creato con sé stesso e con il mondo.
Hanno detto di lui………
“ ….l’arte del Bertoli, l’intelligenza sensibile che ivi testimonia lo classifica di colpo fra i più grandi della sua generazione.
Egli ha fatto sua la tecnica dei primi pittori al mondo, ma la tecnica ci sfugge, tanto la sua personalità colpisce in primo
luogo il sentimento…….”
G.J Gros – Parigi
“….un pastello così non l’ho mai visto in vita mia…..un pastello così non c’è al Louvre……..”
Il direttore del Louvre osservando il ritratto della Baronessa di Bismark
“….l’autoritratto del Bertoli è il più bello che sia mai stato fatto dall’Ottocento in poi…….”
Carena rivolto al Soffici
“….egli medita come dare la pennellata……..la vibra sulla tela…….e non la ritocca più. Con questo gesto, in cui è
implicito il < sapere > di estrema ed esatta misura, Bertoli vuole che il colloquio con le sue tele sia e resti sincero ed
umanamente vero “
Alberto Barbieri – Modena

Le citazione di cui sopra sono tratte dal libro “Un artista chiamato M.E.Bertoli “a cura di Glauco Bertoli
Elpidio Bertoli, Cavezzo (Modena) 1902 – Modena 1982

Altre opere