| Conservazione | |
|---|---|
| Dimensioni foglio |
cm 67 x 54 |
| Dimensioni opera |
cm 47,7 x 34,5 |
| Esemplare |
Prova d'artista 2° stato |
| Firma |
In basso a destra |
| Multiplo |
Acquaforte |
| Supporto | |
| Tipologia |
Note
Biografia
Baracchi Augusto, Modena 1878 – Milano 1942
Baracchi nasce da padre commerciante e l’attività di famiglia lo vede coinvolto ed erede nella continuità aziendale.
Anche se tardivamente, la sua tendenza artistica lo porta a frequentare il pittore Ruini e si iscrive alla scuola libera di nudo all’Istituto d’arte di Modena. Conosce il Graziosi dal quale apprende la tecnica dell’incisione e, influenzato dalla notevole produzione artistica modenese portata avanti da altri colleghi come Jodi, Vellani Marchi, Zoboli, si specializza in acqueforti, puntesecche e acquetinte.
Anch’egli come era consuetudine dell’epoca viene invitato alla Biennale di Venezia e partecipa con due acqueforti colorate. La partecipazione alla Biennale verrà mantenuta anche per alcune edizioni successive.
Nel 1931 una sua incisione fu acquistata dalla Galleria d’arte Moderna di Torino.
Baracchi nei primi anni ’30 viaggia molto in varie regioni d’Italia come Veneto, Umbria (vedute di Assisi), Toscana, Lazio. A Roma, forte di un disegno accurato, progetta una grandiosa serie intitolata “Vestigia della Roma Imperiale” con una produzione di 70 disegni, premiati dalla Regia Accademia d’Italia, dai quali vennero eseguite soltanto 5 lastre: “Interno del Colosseo, Vedute del foro di Augusto,…..
E’facile comprendere come l’entusiasmo e la tecnica incisoria trovassero in Baracchi la sua predisposizione più autentica e la sua massima operosità. L’artista esegue anche lavori ad olio in maniera post impressionista con rappresentazioni tradizionali come paesaggi, vedute e marine, vedi ritratto del 1903, “Nevicata” del 1924 ma è attraverso l’incisione che consolida la sua produzione.
Si trasferisce a Milano nel 1936 continuando la sua attività riscuotendo buon successo di critica e di pubblico per quanto aveva prodotto soprattutto in ambito grafico. Ha esposto, oltre a Roma e Venezia, a Parigi, Berlino, Atene e Chicago. La sua opera a puntasecca “Caprette”, premiata alla Biennale di Venezia del 1930, è in copia alla Biblioteca Nazionale di Parigi e altri lavori si trovano presso la Galleria degli Uffizi.
